{"id":178,"date":"2026-06-17T16:40:42","date_gmt":"2026-06-17T16:40:42","guid":{"rendered":"https:\/\/magistraturaonoraria.com\/?page_id=178"},"modified":"2026-06-17T16:40:42","modified_gmt":"2026-06-17T16:40:42","slug":"stabilizzazione-non-spostare-il-problema-ma-affrontarlo-in-un-quadro-piu-ampio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/magistraturaonoraria.com\/?page_id=178","title":{"rendered":"Stabilizzazione: non spostare il problema ma affrontarlo in un quadro pi\u00f9 ampio.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Magistratura onoraria, Mainenti: \u201cNon spostare il problema, ma affrontarlo dentro una riflessione complessiva sul modello di giustizia\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione della <strong>magistratura<\/strong> <strong>onoraria<\/strong> continua a rappresentare uno dei temi centrali nel dibattito sulla giustizia italiana. Non si tratta solamente di discutere il futuro professionale di una categoria, ma di &#8220;interrogarsi sul <strong>modello giurisdizionale<\/strong> che si intende costruire per il futuro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A intervenire sul tema \u00e8 la professoressa <strong>Daniela Mainenti<\/strong>, processualpenalista comparatista e docente all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che, intervistata dalla nostra redazione, propone una riflessione pi\u00f9 ampia sulla stabilizzazione dei giudici onorari, collocando la questione all\u2019interno di una prospettiva di riforma del sistema giudiziario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa stabilizzazione della magistratura onoraria non pu\u00f2 essere affrontata come una mera lotta corporativa. Il punto centrale \u00e8 comprendere quale modello di giurisdizione intendiamo costruire nei prossimi decenni\u201d, sottolinea la docente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Mainenti, il tema non dovrebbe essere interpretato strettamente come una rivendicazione di categoria, ma come parte di una <strong>riflessione complessiva <\/strong>sulla qualit\u00e0 della giustizia. In questa prospettiva, ogni intervento di riforma dovrebbe inserirsi in un quadro costituzionalmente orientato, capace di coniugare la continuit\u00e0 professionale degli operatori giudiziari con l\u2019esigenza di assicurare elevati livelli di preparazione professionale, indipendenza e gradi di responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo, osserva la professoressa, deve essere quello di garantire un servizio di giustizia <strong>efficiente<\/strong> e qualificato a favore dei cittadini, evitando soluzioni parziali o meramente emergenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolare rilievo assume, nella sua analisi, la prospettiva <strong>comparatista<\/strong>. Il dibattito sulla condizione lavorativa della magistratura onoraria, infatti, non rappresenta una peculiarit\u00e0 esclusivamente italiana.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esperienza di altri ordinamenti europei mostra come l\u2019esercizio protratto di funzioni giurisdizionali in condizioni di strutturale precariet\u00e0 possa generare criticit\u00e0 comuni: dalla difficolt\u00e0 di garantire continuit\u00e0 nell\u2019organizzazione degli uffici alla necessit\u00e0 di far fronte all\u2019elevato carico della domanda di giustizia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019analisi comparata dimostra che nessun sistema pu\u00f2 mantenere un livello adeguato di efficienza se si regge persistentemente su precariet\u00e0, carenze organizzative e incertezza dei ruoli\u201d, evidenzia Mainenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0Al contrario, i Paesi che investono maggiormente nella formazione, nella continuit\u00e0 delle professionalit\u00e0 e nell\u2019organizzazione degli <strong>uffici giudiziari <\/strong>registrano, in generale, risultati pi\u00f9 solidi in termini di efficienza del sistema e di fiducia dei cittadini nella giustizia. Da qui la necessit\u00e0 di affrontare il tema della magistratura onoraria non come un problema isolato, ma come parte di una pi\u00f9 ampia riflessione di carattere generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando al contesto italiano, la docente sottolinea come la magistratura onoraria debba poter contare su un assetto ordinato, selettivo e trasparente, fondato su funzioni chiaramente definite e su percorsi di valutazione professionale effettivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un passaggio specifico riguarda la <strong>Giustizia minorile<\/strong>. In questo ambito, la docente riconosce pienamente il valore della multidisciplinariet\u00e0 e dell\u2019apporto di competenze diverse da quelle strettamente giuridiche. La collaborazione tra saperi differenti pu\u00f2 rappresentare un arricchimento importante, soprattutto nella comprensione della condizione del minore e nella costruzione di decisioni pi\u00f9 attente alla complessit\u00e0 dei casi concreti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, precisa la docente, tale integrazione non deve attenuare il rigore tecnico che caratterizza la funzione giurisdizionale. \u201cLa multidisciplinariet\u00e0 \u00e8 un valore quando arricchisce la decisione giudiziaria, non quando finisce per indebolire o sostituire la specificit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 del sapere <strong>tecnico<\/strong> giuridico\u201d, osserva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, secondo Mainenti, risulta fondamentale prevedere percorsi di selezione, formazione e valutazione professionale chiari ed efficaci, in grado di garantire la <strong>qualit\u00e0 <\/strong>delle decisioni e la costruzione di un sistema equilibrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano delle attuali politiche legislative, la professoressa invita inoltre a evitare approcci ispirati a logiche paternalistiche o esclusivamente repressive. L\u2019obiettivo dovrebbe essere quello di individuare strumenti capaci di produrre soluzioni giuridicamente controllabili, sostenibili sul piano organizzativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riflessione si conclude con un auspicio rivolto al futuro. Il riconoscimento giuslavoristico della magistratura onoraria non dovrebbe essere considerato una misura singola, bens\u00ec un tassello di una riforma giudiziaria su pi\u00f9 fronti. In gioco non vi \u00e8 soltanto la continuit\u00e0 delle carriere degli operatori, ma anche l\u2019indipendenza, la professionalit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 organizzativa e la qualit\u00e0 complessiva del sistema giurisdizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cServe una <strong>riforma omogenea<\/strong>, capace di garantire un ruolo stabile e, al tempo stesso, elevati standard di competenze professionali nello svolgimento delle funzioni giudiziarie affidate\u201d, conclude Mainenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera sfida, dunque, non \u00e8 soltanto superare la precariet\u00e0, bens\u00ec costruire un modello di giustizia pi\u00f9 sostenibile, professionale, capace di garantire efficienza senza sacrificare le garanzie e di rafforzare, attraverso la qualit\u00e0 delle decisioni, il rapporto di fiducia con i <strong>cittadini<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-post-date\"><time datetime=\"2026-06-17T16:40:26.229Z\">June 17, 2026<\/time><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Magistratura onoraria, Mainenti: \u201cNon spostare il problema, ma affrontarlo dentro una riflessione complessiva sul modello di giustizia\u201d La questione della magistratura onoraria continua a rappresentare uno dei temi centrali nel dibattito sulla giustizia italiana. 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